Una campagna che prende posizione
In occasione delle elezioni RSU 2025, FIALS Emilia-Romagna ha scelto di candidarsi a guidare la rappresentanza sindacale con una comunicazione chiara, netta e riconoscibile. Come già avvenuto nel 2022, l’obiettivo non era mimetizzarsi tra le sigle più note, ma differenziarsi. La domanda di partenza è stata semplice e radicale: come parlare ai lavoratori oggi, senza replicare i codici stanchi del sindacalismo tradizionale?

La Rappresentanza Sindacale Unitaria è un organismo fondamentale, presente in ogni luogo di lavoro pubblico e privato. È eletta da tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati, e rappresenta l’intera comunità lavorativa. Proprio per questo, una campagna RSU non può limitarsi a informare: deve attivare, chiamare alla partecipazione, restituire fiducia in uno strumento che troppo spesso viene percepito come distante.
FIALS è un sindacato autonomo che, dal 1972, tutela i diritti dei lavoratori della sanità. Pur portando avanti valori progressisti, sceglie di rivolgersi a tutti, mettendosi apertamente in concorrenza con realtà storiche come CGIL, CISL e UIL. È una scelta identitaria forte, che richiede una comunicazione altrettanto coraggiosa.

I valori alla base della campagna — resistenza, solidarietà, innovazione, coraggio, concretezza, ascolto, tenacia — non sono dichiarazioni astratte. Sono incarnati da persone che vivono quotidianamente le criticità del sistema sanitario italiano: professionisti stanchi di subire condizioni di lavoro degradanti, ma ancora pronti a esporsi e a lottare.
Dal punto di vista visivo, la campagna rompe con il linguaggio “istituzionale basso” tipico di molte comunicazioni sindacali nazionali. Il blu elettrico, già parte dell’identità FIALS, viene rilanciato e rafforzato, dialogando con il verde storico del sindacato. Il risultato è una palette energica, riconoscibile, che comunica affidabilità senza rinunciare a impatto e modernità.

Il carattere tipografico resta il Muli, ma in versione maiuscola: una scelta che ne amplifica la forza espressiva e lo rende più deciso, diretto, contemporaneo. L’headline non sussurra: urla la propria differenza. In modo implicito — ma chiarissimo — mette in discussione l’affidabilità delle sigle tradizionali, intercettando un sentimento diffuso di sfiducia. È un messaggio accogliente, perché chiama a far parte di una comunità, ma allo stesso tempo non lascia spazio a ambiguità o tentennamenti.

Le immagini completano il racconto: fotografie energiche, attraversate da un senso di (pro)attivismo reale. FIALS Emilia-Romagna viene mostrata come una collettività viva, presente, determinata. In questo contesto, la figura di Alfredo Sepe diventa un punto di connessione fondamentale: un volto riconoscibile, capace di unire elettori e tesserati, rafforzando il senso di fiducia e continuità.

Il risultato finale è una comunicazione popolare, empatica e coinvolgente, che non teme di prendere posizione e restituisce al sindacato un ruolo attivo e combattivo.

La campagna si declina su diversi supporti. La locandina A3 per l’invito al voto lavora quasi esclusivamente sulla forza dell’immagine: il Segretario FIALS Emilia-Romagna è posto al centro della scena, diventando simbolo e garanzia. Il pieghevole cartaceo, con programma e indicazioni di voto, conferma invece l’importanza del supporto fisico: in un’epoca dominata dal digitale, il cartaceo resta uno strumento desiderato, concreto, capace di creare un contatto diretto.


Una campagna che non cerca consenso facile, ma partecipazione consapevole. E che sceglie il design come atto politico, prima ancora che estetico.


