L’immagine catturata come indagine silenziosa
Michela Napoli è una fotografa genovese che osserva prima di scattare. Il suo approccio è analitico, quasi chirurgico, ma mai invasivo: la macchina fotografica diventa un terzo occhio, attento e discreto, capace di ribaltare il punto di vista senza forzarlo. Lavora principalmente con food photography, eventi pubblici e privati e ritrattistica, ambiti in cui precisione e sensibilità devono convivere.

Sul piano umano, Michela si definisce riflessiva e introspettiva. Si apre gradualmente, ascolta, osserva, entra in relazione con ciò che ha davanti. È un’attitudine che si riflette chiaramente nel suo lavoro: empatia e metodo non sono in contraddizione, ma parte dello stesso processo.
Questa tensione tra rigore e apertura è stata il punto di partenza del progetto di logo design. Per una fotografia così attenta e sovversiva nello sguardo, l’identità visiva non poteva limitarsi a una soluzione letterale. La scelta è ricaduta su un linguaggio astratto, costruito attraverso geometrie, pieni e vuoti, forme che si piegano e dialogano tra loro.


Il pittogramma nasce dall’intersezione delle iniziali M e N, trasformate in due triangoli su piani differenti: uno in primo piano, l’altro in secondo. Una struttura rigorosa, quasi analitica, che viene però bilanciata da un logotipo in stile handwriting: scritto a mano, fresco, moderno, accessibile. È qui che il sistema si apre, lasciando spazio alla relazione e alla dimensione umana della professionista.
La palette cromatica rafforza questo equilibrio:
- Blu notte per affidabilità, metodo e profondità di analisi
- Petrolio per empatia, calma e fluidità
- Bianco per trasparenza, chiarezza e onestà
Sono colori decisi ma concilianti, scelti per distinguere Michela senza costruire una distanza artificiale. Non un’estetica fine a sé stessa, ma un linguaggio visivo che sostiene il suo modo di lavorare: ridefinire i punti di vista con misura e consapevolezza.

Il logo finale risulta arioso e leggero, pur mantenendo una struttura rigorosa. Un semplice bastone tipografico incornicia la composizione e funge da payoff visivo, rafforzando il senso di ordine e professionalità. Nella versione in negativo, il blu notte esprime tutta la sua profondità, mentre le diverse declinazioni su fondo chiaro, scuro o fotografico garantiscono flessibilità e coerenza.
Applicato alle immagini, il logo diventa una firma discreta ma riconoscibile: precisa, elegante, mai invasiva. Una presenza che tutela il lavoro fotografico senza sovrastarlo, lasciando che siano le immagini — e il loro punto di vista — a parlare per prime.




